Saturday, 15 Aug 2020

Tumore alla prostata, diagnosi e i diritti del paziente

Tumore alla prostata

Il paziente ha diritto a ricevere le indicazioni più complete possibili sul tipo di patologia. Se è necessario intervenire subito, ha diritto a discutere l’approccio con un team

 

“Il paziente che riceve una diagnosi di tumore alla prostata ha il diritto di ricevere un’informazione che sia la più completa possibile sul tipo di patologia di cui è affetto e ha diritto soprattutto a un approccio che sia il più multidisciplinare possibile”.

Lo ha dichiarato a Trento il dottor Alberto Bossi – radioterapista e brachiterapista presso l’Ospedale Gustave Roussy di Villejuif – Parigi (Francia). Se è vero che si tratta di un tipo di diagnosi che mette in difficoltà psicologicamente il paziente, proprio per questo – ha sottolineato il dr. Bossi – è importante che il medico informi l’assistito del fatto che esistono molte forme tumorali non aggressive sulle quali non è necessario intervenire (quantomeno subito) e per le quali si può istituire un programma di sorveglianza attiva.

““In caso di forme di tumore alla prostata più aggressive, invece” ha specificato lo specialista “è fondamentale e ormai acquisito che il paziente discuta innanzitutto con il chirurgo, ma anche con il radioterapista e l’oncologo medico, quale sia l’approccio terapeutico più adatto, considerando le proprie esigenze così come le caratteristiche della patologia”.

Leggi anche:

Wikipedia – Calcinoma della prostata

AIMAC – Brachiterapia per il cancro della prostata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *