Thursday, 24 Jun 2021

Paura di parto naturale e danno perineale? Oggi le incisioni sono ridotte al minimo

perineo

In Italia di parto si muore davvero pochissimo. Pochi casi su centomila parti ci ricordano che la medicina non è perfetta, che l’imprevisto è sempre possibile. Ma certamente si è fatto moltissimo. Oggi anche il danno perineale provocabile dal parto tradizionale, dal passaggio della testa del bambino, è ai minimi.

Nell’ultimo secolo la mortalità materna è stata magistralmente ridotta. Una delle criticità rimaste è il danno perineale di varia entità, derivante dal passaggio della testa del bambino, provocabile dal parto tradizionale. “Stiamo fortemente cercando di implementare delle tecniche che prevengano, riducano o riparino in modo adeguato l’eventuale danno al perineo” – afferma il dott. Claudio Crescini, vicepresidente nazionale AOGOI. “Il secondo problema riguarda l’incisione del perineo, in passato eseguita nel 90% dei parti. Studi approfonditi hanno dimostrato che questo intervento chirurgico può comportare delle conseguenze a distanza, soprattutto in termini di dolori all’inizio dei rapporti sessuali e di difficoltà di guarigione. Attualmente questo intervento viene effettuato in meno del 10% dei casi e in alcuni ‘Centri nascita’ del 5%. Stiamo tentando di evitare lacerazioni e episiotomie (l’incisione, appunto) grazie a delle ‘manovre di difesa e protezione’, praticate dall’ostetrica per consentire una nascita meno traumatica”.

Il dott. Claudio Crescini, vicepresidente nazionale dei Ginecologi Ospedalieri e già Direttore DMI Azienda Ospedaliera di Treviglio (BG), è direttore scientifico di GEO – Gruppo Emergenze Ostetriche – che promuove un’importante attività di formazione medica per la tutela in sala parto della salute delle future mamme.

Guarda anche:

nascere al tempo del Covid
Il contatto pelle a pelle

Emergenze ostetriche
AOGOI