Thursday, 22 Oct 2020

Dottore, ho la prostata! “Anch’io”, rispose il medico… Ma cosa è esattamente questa ghiandola?

ipertrofia

La difficoltà e l’aumento della frequenza di minzione è principalmente dovuto all’ipertrofia prostatica benigna. La prostata è una ghiandola ovale di circa 4 cm, il cui lavoro è la produzione del liquido seminale e il controllo delle funzioni urinarie.

L’ ipertrofia prostatica benigna (IPB), ovvero l’ingrossamento della prostata, è una malattia che colpisce oltre il 70% degli uomini sopra i 60 anni. È una patologia – a cui spesso i pazienti fanno riferimento semplicemente tramite l’espressione “ho la prostata” – che i medici urologi sono ormai abituati a curare molto velocemente, grazie a diversi farmaci anche fitoterapici (estratti di erbe e piante) come la “serenoa repens”.
Ma com’è fatta questa prostata che tanto fa soffrire costringendo a frequenti minzioni ed alzate notturne? Come spiega il dr. Ivano Vavassori – primario di urologia presso ASST Bergamo ovest Ospedale di Treviglio, a 70 anni il 91% delle persone di sesso maschile soffre di questo ingrossamento della ghiandola.
Ma qual è la causa, come avviene? Cause certe non ce ne sono, ma si presume che i cambiamenti ormonali dovuti all’età (calo di testosterone) e una predisposizione familiare siano l’origine più frequente.
Qual è la struttura della prostata? Immaginate un mandarino dalla buccia di un paio di centimetri, fate passare una biro da un polo all’altro del frutto creando un canale. Da una parte, a monte, avete la vescica e a valle il canale dell’uretra che continua nel pene e che espelle l’urina. L’interno della prostata, chiamato adenoma, se cresce è evidente che il canale si restringe: chiudendo progressivamente il canale che si trova in mezzo, arrivando bloccare l’uscita dell’urina fino al cosiddetto blocco urinario.
Il blocco urinario è molto pericoloso e necessita il ricovero in pronto soccorso dove si interviene con un catetere per permettere l’espulsione dell’urina.
I farmaci – che hanno tra l’altro effetti collaterali – spesso aiutano a migliorare la situazione ma non riescono totalmente a bloccare la crescita dell’adenoma; se la situazione non migliora allora si deve intervenire chirurgicamente con tecniche che utilizzano il laser – la più nota è HOLEP – svuotando la “polpa” della prostata che ostruisce il canale. Holep (Holmium Laser Enucleation of Prostate – Enucleazione della Prostata) rispetto ad altre tecniche a “cielo aperto” presenta una minor invasività ed una ridotta degenza ospedaliera post-operatoria. La procedura Holep prevede l’impiego di un resettore con laser ad olmio. Si tratta di un intervento che dura circa un’ora e che si risolve con 24-36 ore di degenza ospedaliera.

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ASST

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