Friday, 27 Nov 2020

Arriva l’inverno. Voglia di sole…artificiale. Sai quali danni provocano le lampade solari ?

melanoma

Il 5% dei casi di melanoma in Europa è causato dalle lampade solari, con una netta prevalenza nelle donne (fino al 10%).

 

 

Da anni ci sono evidenze scientifiche che troppa esposizione al sole e maggiormente alle lampade solari provochino un brutto tumore: il melanoma.
Diagnosi e risorse potrebbero essere risparmiate con campagne di prevenzione per bandire totalmente questi apparecchi e per far comprendere ai cittadini la loro pericolosità. E’ infatti il fattore di rischio più importante del più aggressivo tumore.
“Se individuato in fase precoce, il melanoma può essere affrontato con la sola asportazione del neo” – spiega la professoressa Paola Queirolo, Direttore Divisione Melanoma, Sarcoma e Tumori rari all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.
Nel 2019, in Italia, sono stati stimate 12.300 nuove diagnosi di melanoma. “La neoplasia interessa persone sempre più giovani: il 20% dei casi è riscontrato in pazienti fra i 15 e i 39 anni” – sottolinea la prof.ssa Queirolo. E proprio in questa fascia di età si concentra la più alta percentuale di fruitori di lampade solari, nonostante nel nostro Paese siano vietate agli under 18.
Nello stadio metastatico, si sta affermando con forza l’idea che il trattamento della neoplasia richieda la combinazione di molecole immunoterapiche che possano attaccare la malattia da diversi fronti. “Possiamo parlare di cronicizzazione della malattia in fase avanzata in circa il 50% dei casi, grazie all’immunoterapia e alle terapie mirate che garantiscono una buona qualità di vita” – afferma la Prof.ssa. “Un risultato impensabile solo dieci anni fa, prima dell’arrivo di questi trattamenti efficaci, quando la sopravvivenza mediana per la malattia metastatica era compresa fra 6 e 9 mesi e solo il 25% dei pazienti era vivo dopo un anno. Cambia quindi radicalmente la gestione delle persone con melanoma avanzato, che presentano bisogni specifici a cui i clinici devono saper rispondere”.
Nello stadio metastatico, oltre il 50% dei pazienti trattati con la combinazione di immunoterapie è vivo dopo 5 anni, un risultato molto importante. Inoltre, oggi, abbiamo la possibilità di anticipare il trattamento con l’immunoterapia nei pazienti in una fase in cui la malattia è stata completamente asportata. Trattare i pazienti in questo stadio aumenta la possibilità di evitare una recidiva della malattia e, quindi, potenzialmente di guarire la persona.
Per sensibilizzare sul tema del tumore della pelle riparte “MelaTalk”, nella nuova versione interamente digitale del progetto, con interventi di oncologi, dermatologi, nutrizionisti, psico-oncologi e associazioni di pazienti.

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