Thursday, 24 Jun 2021

Mi dica Professore. Cos’è la “SCA – Sindrome Coronarica Acuta”? Si può morire?

sindrome coronarica acuta

Le nuove Linee Guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) per la gestione della sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento del tratto ST (Nstemi) sono state pubblicate sull’European Heart Journal. E’ sottolineata l’importanza del fatto che chi presenta i sintomi di un infarto, il più comune dei quali è il dolore toracico, che spesso si irradia a una o entrambe le braccia, al collo o alla mascella, venga subito trasportato al Pronto Soccorso.

Le SCA – “sindromi coronariche acute” sono delle condizioni patologiche di sofferenza importante delle coronarie legate alla mancanza di sangue e ossigeno al cuore che possono produrre il decesso.
Si dividono in tre gruppi principali. Spiega il Prof. Francesco Fedele – Ordinario e responsabile della Prima cardiologia dell’Università La Sapienza a Roma:

“L’infarto ST ‘sopraslivellato’ (STEMI), detto ‘a tutto spessore’, produce la necrosi cellulare della parete del muscolo cardiaco. Sono gli infarti più gravi e i pazienti, a fronte di diagnosi in Pronto Soccorso, debbono essere subito inviati in sala di emodinamica per ricanalizzare il vaso.
Altro caso sono gli infarti NSTEMI ‘sottoslivellati’, ‘non a tutto spessore’: infarti che hanno una inferiore estensione della morte cellulare. Però mentre i sopraslivellati interessano un solo vaso coronarico, quelli ‘sotto’ possono essere legati a ostruzioni, anche parziali, di più vasi ed un danno più esteso dal punto di vista circonferenziale. Questi sono quelli che i cardiologi vedono più spesso. Come viene effettuata la diagnosi? Elettrocardiogramma specifico e prelievo di biomarker di danno miocardico – le troponine ultrasensibili.
Il terzo caso di infarto è la cosiddetta ‘angina instabile’, meno grave rispetto alle precedenti. Anche in questo caso il paziente ha dolori, l’ECG presenta segni di sofferenza miocardica però per fortuna non sono evidenti le troponine in circolo. Non c’è quindi ancora morte cellulare ma anche in questo caso, nell’angina instabile, bisogna intervenire perché saranno sicuramente presenti danni e lesioni coronariche.

Il consiglio pratico è: attenzione a quando avvertite dei dolori in mezzo al petto, dolori spontanei senza sforzo, oppressivi che si irradiano al braccio e a volte anche alla mandibola o allo stomaco. Non è mal di denti o un’indigestione, ma è molto probabile un attacco di angina. Chiamare quindi il 118 o andare velocemente in Pronto Soccorso”.

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