Thursday, 24 Jun 2021

Denatalità. Sempre meno figli in Italia. E peggiorerà causa Covid.

Denatalità

Denatalità in Italia: “in poco più di 50 anni siamo passati dal baby boom degli anni ’60 al baby flop dei nostri giorni”.

“L’Italia è tra i paesi che fa meno figli al mondo: solo 420.000 nel 2019. Meno anche rispetto agli anni della Prima e Seconda guerra mondiale” – sottolinea il prof. Fabio Mosca, Presidente Società Italiana di Neonatologia. “La denatalità è una questione non solo demografica, ma principalmente sociale ed economica causata dalla mancanza di politiche organiche e continuative di sostegno alla famiglia e alle donne-madri, per anni sottovalutata. Con il Family Act del 2020 è stato finalmente compiuto il primo passo concreto per sostenere la genitorialità e mettere la famiglia al centro del futuro del nostro Paese”.

L’effetto più negativo del calo delle nascite sulla società italiana non è tanto la diminuzione della popolazione complessiva quanto il suo progressivo invecchiamento, producendo una quota insufficiente di nuovi lavoratori. Senza tralasciare il fatto che sono circa 10 milioni le donne costrette a rinunciare al lavoro o che perdono il lavoro a causa di problematiche di conciliazione famiglia-lavoro. Non a caso l’Italia figura tra gli ultimi Paesi europei per numero di donne occupate.

“Le donne sono scoraggiate – continua il professor Mosca – perché è difficile conciliare i tempi di vita e lavoro e per questo talvolta rinunciano ad allattare e spesso ad avere un secondo figlio. La scelta di avere uno o più figli non dipende solo dalla condizione economica ma principalmente dal livello di benessere, cioè dalla qualità della vita. Ormai è un dato di fatto: a bassi tassi di occupazione femminile corrispondono bassi tassi di fecondità”. In Italia, infatti, solo il 48,9% delle donne in età fertile lavora, contro una media del 62,4% dell’Unione europea.

Questi sono alcuni degli aspetti evidenziati nel Libro bianco ‘La salute della donna – La sfida della denatalità’ realizzato da Fondazione Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere, grazie al supporto di Farmindustria.

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