Thursday, 24 Jun 2021

Vaccino anti Covid: priorità ai malati oncologici immunodepressi

vaccino

Vaccino anti Covid ed eventuali reazioni avverse? Non preoccupiamoci: la tecnologia è già stata sperimentata.

È ormai noto che l’Agenzia Europea per i Medicinali e l’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco abbiano autorizzato tre vaccini anti COVID-19: l’adenovirus di AstraZeneca-Oxford, il ‘Comirnaty’ di Pfizer ed il ‘COVID-19 Vaccine’ di Moderna.
Contengono una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente sulla superficie del virus SARS-CoV-2. Il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia.

Una delle preoccupazioni sul vaccino anti Covid-19 che circolano tra la popolazione è che, essendo stato sviluppato in tempi rapidi, ci possano essere degli effetti collaterali non conosciuti, soprattutto in soggetti non inseriti direttamente in studi clinici, come i malati di tumore.
“In realtà, quello che sappiamo – commenta Giordano Beretta, Presidente di AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica – è che gli studi sul vaccino di tipo ‘RNA messaggero’ erano in corso da molto tempo. Si è trattato quindi di inserire in una metodologia già nota un antigene diverso, quella parte del virus che accende la difesa immunitaria dell’organismo.” Non c’è quindi da temere per effetti collaterali a breve e verosimilmente a lungo termine.

“Detto questo – spiega il dr. Beretta – ci sono diverse tipologie di paziente oncologico: i pazienti con trattamento attivo immunosoppressivo, a cui il vaccino dovrebbe essere offerto per primi, così come ai ‘caregiver’, le persone a loro vicine. I pazienti con trattamenti ormonali o a bersaglio molecolare, possono essere trattati con anticipo rispetto ai coetanei, a causa della comorbidità.
Quindi vaccino sì assolutamente per i malati oncologici, anche per chi è guarito da un tumore, salvo problematiche allergiche, che nulla c’entrano con la malattia.

Per quanto riguarda l’efficacia non è stabilito che uno sia meglio dell’altro o dei prossimi a venire. Certamente, quello con minori problematiche di conservazione avrà più possibilità di distribuzione sul territorio, ma l’efficacia dovrebbe essere la stessa. Del resto, altre malattie sono state sconfitte da diversi vaccini nati per la stessa patologia”.

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