Tuesday, 29 Nov 2022

Carcinoma della prostata non metastatico, novità di trattamento

Carcinoma

Carcinoma prostatico resistente alla castrazione non metastatico. È stato approvato un nuovo farmaco che migliora l’aspettativa di vita dei pazienti.

Il tema del carcinoma della prostata in questi ultimi anni è diventato sempre più di attualità, grazie e soprattutto all’introduzione di nuove cure, in particolare per il tipo ‘resistente alla castrazione non metastatico’.
La definizione di carcinoma prostatico resistente alla castrazione non metastatico (nmCRPC) si riferisce ad uno stadio della malattia in cui il tumore non risponde più ai trattamenti che riducono il testosterone. Il 90% dei pazienti con nmCRPC svilupperà metastasi. La percentuale di sopravvivenza a cinque anni per i pazienti con diagnosi di carcinoma prostatico in stadio avanzato è del 31%. È fondamentale quindi ritardare lo sviluppo di metastasi nei pazienti con nmCRPC.

A questo proposito è stato recentemente approvato un nuovo farmaco, ‘apalutamide’, che in combinazione con la terapia di deprivazione androgenica (ADT, cosiddetta castrazione) prolunga la sopravvivenza complessiva mediana di 14 mesi e riduce il rischio di morte del 22%, rispetto alla sola ADT.
“È una rivoluzione – commenta il dr. Massimo Perachino, Direttore S.O.C. Urologia dell’Ospedale S. Spirito a Casale Monferrato (AL) e Segretario generale di AURO.it – Associazione Urologi Italiani – di quelle che noi urologi vediamo raramente, una volta sola cada generazione di medici. Ritardare la comparsa di metastasi vuol dire allungare e migliorare la qualità di vita”.

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