Sunday, 11 Apr 2021

Angioma del fegato. Si può “rompere”? Mi spieghi dottore

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Angioma del fegato: una lesione benigna molto frequente nella popolazione. Si parla di una incidenza variabile tra il 5 ed il 15%.

“La diagnosi di angioma è spesso ‘incidentale’” – spiega la dott.ssa Francesca Ratti, Chirurgo epatobiliare presso l’Ospedale San Raffaele di Milano. I sintomi sono vaghi e aspecifici, quali una sensazione di peso o tensione nel quadrante inferiore destro. Frequentemente, nei pazienti sintomatici, può essere presente dispepsia; più rari sono nausea e vomito post-prandiali, calo di peso.

Gli angiomi sono quasi sempre asintomatici e vengono identificati, nella maggioranza dei casi, casualmente durante esami strumentali dell’addome con ecografia. La sintomatologia dipende strettamente dalle dimensioni, infatti solamente le lesioni con diametro maggiore di 4–5 cm sono sintomatiche.
“Pochi pazienti necessitano di un’asportazione chirurgica e gli eventi acuti correlati alla presenza dell’angioma come, ad esempio, la rottura spontanea o a seguito di trauma, sono veramente rari” – rassicura la dott.ssa Ratti. Si tratta, tuttavia, di una complicanza molto grave che ha una mortalità elevata (60-75%). L’eventuale rimozione chirurgica mini invasiva va eseguita in Centri ad alta specializzazione.

L’Unità di Chirurgia Epatobiliare dell’Ospedale San Raffaele è dedicata al trattamento chirurgico integrato delle patologie maligne e benigne del fegato, con particolare attenzione a metastasi da neoplasia colorettale e neuroendocrina, colangiocarcinoma ilare (tumore di Klatskin) ed intraepatico-extraepatico ed epatocarcinoma. È un Centro di riferimento internazionale per quanto riguarda la chirurgia mini invasiva del fegato.

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