Tuesday, 27 Sep 2022

Diabete e Covid: triplo salto mortale. E l’insulina compie 100 anni

Diabete

Diabete, una delle concause più frequenti nei decessi da Covid-19. Una corretta gestione del controllo metabolico salva la vita.

Secondo i dati Istat 2019, nel nostro Paese sono 3,5 milioni le persone con diabete, ovvero il 5,8% dell’intera popolazione, con un aumento di oltre il 60% di casi dal 2000. Nonostante i progressi terapeutici, in Italia ancora più di 20mila persone muoiono ogni anno a causa del diabete e, in questo anno segnato dalla pandemia, il diabete è una delle concause di morte rilevate più frequentemente nei decessi da SARS-CoV-2.

100 anni fa veniva scoperta l’insulina, proteina oggi salva vita prodotta per la prima volta nel 1921 per trattare questa malattia allora del tutto priva di terapie. Per molti anni l’insulina fu prodotta a partire dal pancreas di bovini e maiali: gli estratti salvarono la vita a milioni di pazienti, ma potevano causare reazioni allergiche anche gravi. Solo dal 1982 è entrata in commercio un tipo di insulina sintetizzata in laboratorio e molto più simile a quella umana. Da allora, gli sviluppi contemporanei di scienza e tecnologia hanno reso possibile l’invenzione di insuline sempre più sofisticate che consentono un controllo glicemico buono, affiancate a strumenti di misurazione della glicemia sempre più veloci e precisi e a sistemi di microinfusori di insulina ‘portatili’.

Spesso nella percezione generale la terapia insulinica richiama nei pazienti sentimenti negativi, poiché a volte percepita come una limitazione della propria quotidianità. Al contrario, l’insulina rappresenta una terapia per la libertà. In questo ultimo secolo, l’innovazione scientifica diventa innovazione tecnologica, e tutto ciò contribuisce a migliorare la qualità della vita della persona con diabete. Il paziente compie infatti, insieme al team diabetologico, un percorso che lo porta progressivamente a scoprire come l’insulina gli consenta di recuperare una migliore qualità di vita.

“Oggi, in piena pandemia, la raccomandazione – sottolinea il prof. Agostino Consoli, Presidente della Società Italiana di Diabetologia – è il maggior controllo metabolico possibile, perché è certo che così ci saranno minori possibilità che il virus agisca verso la forma più grave”.

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