Friday, 20 May 2022

Fiato corto? Può essere scompenso cardiaco, causa di morte

Fiato

Fiato corto? Lo scompenso cardiaco spesso è mascherato da malattia respiratoria. Non va sottovalutato: può portare all’edema polmonare e alla morte.

Lo scompenso cardiaco è una condizione caratterizzata da un deterioramento della funzione del cuore tale da renderlo incapace di contrarsi e/o di rilasciarsi in maniera adeguata a pompare abbastanza sangue da soddisfare le esigenze dell’organismo.

A causa dell’insufficienza cardiaca, da un lato gli organi e i tessuti ricevono quantità insufficienti di ossigeno e sostanze nutritive per le loro necessità metaboliche (effetto a valle del cuore); dall’altro, tende a verificarsi un accumulo di liquidi in eccesso nei polmoni e nei tessuti (effetto a monte del cuore).

“Una diagnosi iniziale è fondamentale in quanto può essere ‘mascherato’ da altre patologie di tipo respiratorio – rileva il dr. Bernardo Cortese, Direttore di Cardiologia presso la Clinica San Carlo di Paderno Dugnano (Mi) e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Ricerca e Innovazione Cardiovascolare. “In una prima visita sarà il medico di medicina generale a valutare l’eventuale insorgenza dello scompenso cardiaco”.

Le conseguenze dello scompenso sono fiato corto, affanno (dispnea), ridotta tolleranza allo sforzo, affaticamento, edema (cioè gonfiore). Dal fiato corto, la condizione può aggravarsi fino a portare all’edema polmonare acuto e alla morte.

Lo scompenso cardiaco rappresenta la prima causa di ricovero in ospedale negli ultrasessantacinquenni; anche per questo è considerato un problema di salute pubblica di enorme rilievo. A soffrire di scompenso cardiaco in Italia sono circa 600.000 persone e si stima che la sua prevalenza raddoppi a ogni decade di età (dopo i 65 anni arriva al 10% circa).

“Molti ospedali – conferma il dr. Cortese – sono ormai dotati di strutture per la lotta all’insufficienza cardiaca, con Specialisti in grado di effettuare una diagnosi rapida e precoce, interventi chirurgici efficaci e seguire i pazienti nel tempo”.

Lo scompenso è una condizione legata all’allungamento della vita media e la sua prevalenza aumenta di anno in anno a causa dell’invecchiamento generale della popolazione, dovuto all’aumento della sopravvivenza e al miglioramento del trattamento dell’infarto del miocardio e delle malattie croniche (diabete, ipertensione ecc.) che lo provocano. L’adozione di stili di vita che prevengano l’insorgenza di queste condizioni è dunque una strategia fondamentale per prevenire lo scompenso cardiaco.

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