Friday, 15 Oct 2021

Malattia di Crohn: 1 ragazzo su 4 si sente stigmatizzato

Malattia di Crohn

Malattia di Crohn. Molti giovani che sono affetti vorrebbero poter mangiare “come chiunque altro”. Cibi piccanti, alcol e fritti considerati “tabù”.

La Malattia di Crohn è inserita nel novero delle cosiddette M.I.C.I. (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali). La patologia è caratterizzata da un’infiammazione che colpisce tutto lo strato della parete del tubo gastroenterico con caratteristiche lesioni ‘a salto’ dalla bocca all’ano.

I sintomi alla diagnosi e il dolore addominale – spiega il sito dell’associazione pazienti AMICI (www.mici360.it) – possono simulare l’appendicite acuta con dolore al quadrante inferiore destro dell’addome, febbre e vomito. Il suo decorso è caratterizzato da momenti in cui la malattia è più attiva ed altri in cui i sintomi sono lievi o assenti. La diarrea è il sintomo più comune della malattia di Crohn in fase di attività.

 

Per un giovane con la Malattia di Crohn il cibo diventa fonte di stress in famiglia, causa situazioni spiacevoli con gli amici e complica la frequenza a scuola. Così questa malattia cronica dell’intestino – che in Italia colpisce circa 150.000 mila persone, di cui un 25% con diagnosi prima dei 20 anni – alimenta il disagio nutrizionale dei pazienti che, soprattutto in età pediatrica e durante l’adolescenza, soffrono una vita sociale limitata e si sentono emarginati dai propri coetanei.

 

“Solitamente si parla tanto delle proprietà nutrizionali dei vari cibi e del loro effetto a livello fisico, ma spesso si        trascura che ciò che mangiamo contribuisce a nutrire anche la sfera psichica” – sottolinea Salvatore Leone, Direttore Generale di A.M.I.C.I. Onlus (Associazione Nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino). “Mente e cibo sono estremamente interconnessi e si influenzano a vicenda. Il tipo di alimentazione, infatti, determina   non solo la nostra salute fisica, ma anche quella mentale, il nostro stato d’animo, la qualità dei nostri pensieri e persino i nostri comportamenti”.

Il trattamento nutrizionale risulta, pertanto, fondamentale in questi pazienti, perché una corretta alimentazione serve a migliorare la qualità della vita. Nasce così la campagna di sensibilizzazione ‘Crohnviviamo’ promossa con il supporto di ‘Modulen’, studiato dai ricercatori Nestlé Health Science proprio per chi ha questa frustrante malattia.

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