Friday, 15 Oct 2021

Dermatologia online: sì, ma non per tutti i pazienti

Dermatologia

Dermatologia, un’area medica che si potrebbe prestare all’equivoco: “Basta una foto per avere una diagnosi”. Ma non è così.

La pandemia da Covid-19 ha dato spazio e risalto a nuove tecnologie per la telemedicina anche in dermatologia. “Apparentemente molto semplici da usare, queste tecnologie espongono però sia il medico sia il paziente a rischi non indifferenti” – commenta il prof. Francesco Cusano, Presidente di ADOI -Associazione Dermatologi-Venereologi Ospedalieri Italiani.

 

“L’organizzazione della telemedicina – e delle tecnologie digitali – va rigorosamente normata su tutto il territorio nazionale. Basti pensare che la nostra Società Scientifica ha ricevuto oltre 400 proposte di Progetti tutti ‘scollegati’ tra loro.

Bisogna inoltre identificare la tipologia di paziente che possa essere seguito in telemedicina: un paziente noto che sia già in confidenza con il sistema. E in nessun caso deve essere sostituito il rapporto diretto medico-paziente. Dobbiamo infatti ricordarci che non curiamo un’immagine di malattia ma una persona: due pazienti con la stessa patologia verranno curati in modo differente.

 

È altrettanto evidente che, in situazioni di emergenza come in tempi di lockdown, si possa pensare che una visita ‘in remoto’ sia meglio di niente”.

A questo riguardo esistono diversi portali di Centri Ospedalieri Specialistici, a registrazione semplice, con pochi dati richiesti. Accedendo alla Specialità di interesse, si risponde ad un breve questionario anamnestico e allegando gli esami effettuati che forniscono i primi dati allo Specialista in dermatologia, si avvia così un dialogo tra medico e paziente.

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