Tuesday, 25 Jan 2022

Paziente diabetico a rischio cardiovascolare può assumere cardioaspirina

Paziente

Paziente diabetico ad alto rischio di malattie cardiovascolari – come infarto, ictus – o renali può essere trattato con aspirina a basso dosaggio.

“La prevenzione cardio-cerebro-vascolare e renale in un paziente diabetico è un percorso complesso, articolato ma non difficile” – ricorda il prof. Claudio Ferri, Professore Ordinario di Medicina Interna all’Università dell’Aquila e Past President della SIIA – Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa.

“Va tenuta sotto controllo la pressione arteriosa, il colesterolo Ldl sistematicamente sotto i 70 mg/dl e se il paziente ha già un passato con problemi cardiovascolari, meglio sotto i 55 mg/dl. Va ricordato, che oltre alla glicemia quotidiana: bisogna ogni tre mesi fare un esame dell’emoglobina glicata, controllare la trigliceridemia (spesso alta in un diabetico) e l’uricemia.

Dal punto di vista terapeutico, oltre ai farmaci utili alla gestione del diabete, per i pazienti diabetici di tipo 2 che hanno un rischio cardiovascolare alto è possibile la prescrizione di cardioaspirina, anche in prevenzione primaria (ovvero senza aver avuto un infarto o altro evento vascolare). Viene considerato alto il rischio cardiovascolare quando la persona con diabete ha un piccolo danno cardiaco, renale o un accenno di danno retinico.

La somministrazione di aspirina a basso dosaggio previene il rischio di un infarto e di malattia vascolare periferica. L’aspirina contribuisce, inoltre, ad evitare l’iperaggregabilità delle piastrine. Il medico sarà attento ad eventuali fenomeni di sanguinamento e in caso di precedenti ulcere o gastriti duodenali che possono, in ogni caso, essere prevenute dagli inibitori di pompa protonica quali i ‘prazoli’”.

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