Tuesday, 25 Jan 2022

Realtà virtuale per la riabilitazione motoria post ictus, ma non solo

Realtà

Realtà virtuale e robotica accompagnano i pazienti verso il recupero delle funzionalità motorie e cognitive.

Nella popolazione occidentale il rischio di ictus cerebrale è sempre più alto a causa di abitudini sedentarie e cattiva alimentazione. “Quando questo accade – spiega il dr. Antonio De Tanti, Direttore Clinico e Primario Fisiatra del Centro Cardinal Ferrari – Santo Stefano Riabilitazione (Gruppo KOS) di Fontanellato (PR) – nel 60% dei casi si hanno come conseguenza delle disabilità motorie, con possibilità diverse di recupero dell’arto inferiore rispetto all’arto superiore. Il motivo della disparità di recupero risiede nel fatto che la corteccia cerebrale ha un’area dedicata alla mano più ampia rispetto alle gambe. Se lì si crea un danno, è più difficile il recupero della funzionalità dell’arto superiore. Da ricordare, inoltre, che cognitività e movimento sono strettamente collegati.

Per il recupero di queste funzionalità oggi ci sono tecniche e strumenti di riabilitazione di ‘realtà virtuale’ a supporto del lavoro dei riabilitatori (fisioterapisti, logoterapisti e neuropsicologi).

Per realtà virtuale – precisa il dr. De Tanti – si intende la possibilità di rappresentare su uno schermo degli scenari in cui il paziente si muove come in un videogioco grazie a dei sensori, il cui corpo è rappresentato dal suo avatar”.

Studi clinici internazionali pubblicati su riviste scientifiche confermano l’efficacia di queste tecniche, che permettono di imparare ‘di nuovo’ a muoversi dopo un danno cerebrale. La tecnologia virtuale consente di dosare la complessità degli esercizi in modo graduale e la certificazione dei risultati ottenuti incoraggia il paziente a proseguire nella riabilitazione, anche in remoto, in questi tempi di pandemia da Covid-19.

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