Tuesday, 27 Sep 2022

Sindrome coronarica cronica. La causa? La terapia ottimale?

Sindrome coronarica

Sindrome Coronarica Cronica, quadri clinici diversi caratterizzati da una cronica riduzione del flusso di sangue in una zona cardiaca.

Con ‘malattia coronarica cronica’ si intende identificare una coronaropatia, cioè l’ostruzione di una arteria coronaria che impedisce un afflusso adeguato del sangue al cuore. Le ostruzioni delle arterie sono all’origine dell’aterosclerosi coronarica; possono causare dolore toracico, difficoltà respiratorie (dispnea) e nei casi più gravi (quando le arterie sono completamente ostruite) dare origine ad un attacco cardiaco.

 

La Sindrome Coronarica Cronica (SCC) comprende quadri clinici diversi caratterizzati da una cronica riduzione del flusso di sangue in una zona cardiaca con conseguente ischemia cronica.

“Molti italiani convivono con la Sindrome Coronarica Cronica, ovvero con un pregresso infarto, un pregresso intervento di bypass o di angioplastica con o senza stent” – evidenzia il dr. Pierluigi Temporelli, Divisione di Cardiologia, Istituti Clinici Scientifici Maugeri – IRCCS Veruno (No). “Per questi pazienti è fondamentale uno stile di vita sano, quindi smettere di fumare, fare attività fisica, avere un’alimentazione corretta per raggiungere il peso ideale”. Il peso corretto deve stare nei parametri del BMI (body mass index = indice di massa corporea), il sistema di valutazione che rapporta il peso con l’altezza della persona ed indica che siamo sottopeso, sovrappeso od obesi. “Il secondo passo è tenere sotto controllo ipercolesterolemia e ipertensione – continua Temporelli – e seguire una terapia con farmaci specifici. Tutto questo consente di allungare la vita a pazienti che invece rischierebbero seriamente se non controllati adeguatamente”.

 

Sono state presentate al Congresso Europeo di Cardiologia (ESC) le nuove Linee Guida per la gestione della sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento persistente del tratto ST (NSTEMI). La rilevazione di questa condizione – rispetto ai casi totali di infarto del miocardio – è passata, dal 1995 al 2015, da un terzo a più della metà, principalmente a causa dell’affinamento della capacità diagnostica, mentre la mortalità a 6 mesi si è ridotta dal 17,2% al 6,3%. (Fonte Cardiologico Monzino)

 

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https://www.icsmaugeri.it/patologie/malattia-coronarica-cronica#:~:text=Per%20malattia%20coronarica%20cronica%20si,adeguato%20del%20sangue%20al%20cuore

https://www.cardiologicomonzino.it/it/news/2020/09/03/pubblicate-le-nuove-linee-guida-esc-per-i-pazienti-con-infarto-non-ste/1300/