Tuesday, 29 Nov 2022

Allo IEO la nuova terapia radiorecettoriale con isotopi per la cura del tumore prostatico

La terapia radiorecettoriale rappresenta la più promettente innovazione degli ultimi 10 anni per la cura dei carcinomi prostatici avanzati.

La prostata è una piccola ghiandola presente solo negli uomini e fa parte dell’apparato genitale maschile. Il cancro della prostata è il tumore maschile più diffuso in Italia e nei paesi industrializzati. Si stima che in Italia ogni anno si scoprano circa 35.000 casi.

Il tumore della prostata, di solito, cresce lentamente e rimane asintomatico per molti anni.

Da alcuni anni gli specialisti oncologi, quando possibile, non trattano subito il tumore lasciandolo in “sorveglianza attiva”, ovvero controllando periodicamente lo stato del tumore con biopsie liquide. Ma se il tumore avanza ecco che la scienza offre nuove importanti terapie, a fianco della chirurgia.

“La terapia radiorecettoriale rappresenta la più promettente innovazione degli ultimi 10 anni per la cura dei carcinomi prostatici avanzati – spiega Francesco Ceci, Direttore della Medicina Nucleare IEO Istituto Europeo di Oncologia e uno dei massimi esperti internazionali nel settore. Il principio dell’azione della terapia radiorecettoriale sta nelle proprietà del PSMA (Antigene Prostatico Specifico di Membrana), una proteina che si trova a livelli elevati in oltre il 95% dei tumori della prostata e che è individuata da specifici radiofarmaci legati ad un metallo raro, il Gallio. Dotando le molecole di Gallio di una lieve carica radioattiva si ottiene un tracciante, rilevabile dall’esame PET, in grado di individuare le cellule segnalando la presenza del tumore in tutte le sue sedi. Se al posto del Gallio viene associato un altro isotopo radioattivo, il Lutezio-177, si ottiene un radiofarmaco con funzione terapeutica: una volta posizionato sulla cellula tumorale rilascia la carica radioattiva distruggendo le cellule tumorali.  “I benefici del trattamento con Lutezio PSMA sono molto significativi – continua Ceci – in termini di durata e di qualità della vita. La terapia recettoriale è estremamente mirata sul bersaglio tumorale, per cui i suoi effetti collaterali sull’organismo sono più lievi rispetto alle terapie tradizionali e transitori.

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