Thursday, 22 Oct 2020

Davvero gli antibiotici non curano più le cistiti come una volta?

Incontinenza

Sul tema delle cistiti e delle infezioni urinarie la FIC – Fondazione italiana continenza – ha presentato un documento che integra le linee guida di trattamento prevedendo la possibilità di intervenire anche con terapie non antibiotiche, a base di D-Mannosio.

Le cistiti sono uno dei peggiori incubi delle donne.
Non c’è donna, infatti, che almeno una volta nella vita non ne sia stata colpita.
E ancora: una donna su quattro che ha avuto un primo episodio di cistite – ricorda il prof. Roberto Carone, Presidente emerito della Fondazione Italiana Continenza – ne ha un altro entro i sei mesi successivi. Una su cinque sviluppa una forma ricorrente con più di tre episodi l’anno”.
Nell’80% dei casi il responsabile della malattia è l’Escherichia Coli: un batterio normalmente presente nel nostro organismo.

Come si combatte? Il primo farmaco a cui si pensa è la famosa “bustina“ di Monuril, un antibiotico.
Gli antibiotici sono stati sicuramente una delle scoperte più importanti dell’uomo.
Purtroppo, oggi, la crescente resistenza agli antibiotici è diventata una minaccia per la salute pubblica in Europa e nel mondo. L’abuso di antibiotico ha “irrobustito” i batteri che hanno costruito a loro volta delle difese.
Succede quindi che solo 70 anni dopo la loro introduzione, siamo di fronte alla possibilità di un futuro senza antibiotici efficaci per diversi tipi di batteri che causano infezioni nell’uomo.

Sul tema delle cistiti e delle infezioni urinarie (anche nell’ uomo), la FIC – Fondazione italiana continenza – ha presentato un documento che integra le linee guida di trattamento prevedendo la possibilità di intervenire anche con terapie non antibiotiche, a base di D-Mannosio, uno zucchero semplice estratto dalle piante della betulla e del larice che non presenta effetti collaterali.

Ma ha anche ricordato quali sono le indicazioni per la prevenzione delle cistiti, in questo ordine:
1) la eliminazione dei fattori di rischio
2) la terapia non antibiotica
3) la profilassi antibiotica

La terapia antibiotica per prevenire le recidive prevede l’utilizzo continuativo di basse dosi per 3-6 mesi e viene presa in considerazione solo quando le prime due opzioni sono risultate inefficaci. L’eliminazione dei fattori di rischio include semplici suggerimenti e consigli, come: effettuare una accurata e quotidiana igiene perineale, utilizzando dei detergenti intimi a pH 3,4 – 4,5 simile a quello fisiologico presente in vagina, con movimenti che vanno dall’avanti indietro; durante il ciclo mestruale intensificare l’igiene personale; evitare un utilizzo persistente di biancheria intima sintetica e/o colorata o pantaloni aderenti; cambiare l’assorbente interno frequentemente e sempre rimuoverlo durante la notte; l’impiego di lavande vaginali deve essere sconsigliato, in particolare di quelle con attività disinfettante; urinare prima e soprattutto dopo il rapporto sessuale; bere molta acqua nel corso della giornata (1 litro e mezzo/2 litri / die); avere un adeguato apporto alimentare di fibre e trattare la stipsi se presente.

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