Thursday, 22 Oct 2020

Il Covid non deve fermare la prevenzione cardiovascolare. Rischioso non andare in ospedale per paura del virus.

Milano Heart Week

216.000 sono le vittime annuali delle diverse malattie del cuore e dei vasi sanguigni. La maggior parte di queste vite può essere salvata con la prevenzione.

 

“La terza edizione della Milano Heart Week del Centro Cardiologico Monzino si è focalizzata sul cercare di stimolare e riportare l’attenzione sulla prevenzione cardiovascolare e i comportamenti più idonei a migliorare il benessere individuale, proprio alla luce dell’esperienza vissuta a causa dell’infezione da Covid-19” – racconta la dott.ssa Daniela Trabattoni, responsabile del Women Heart Center del Centro Cardiologico Monzino di Milano

La paura del virus Covid-19 ha provocato un ‘disimpegno’ nei riguardi di altre malattie gravi e diffuse, in particolare del cuore, e penalizzato la prevenzione. Cinque anni fa, l’Italia – assieme agli altri Paesi ONU – si era prefissata un obiettivo ora a rischio: ridurre di un terzo la mortalità cardiovascolare entro il 2030. 

 “Abbiamo riscontrato una ritrosia dei pazienti, con sintomatologie talvolta acute, ad accedere alle cure per timore del contagio. Ma il virus non ha avuto solo riflessi negativi sulle patologie cardiache in atto: ha comportato anche difficoltà nel procedere alle diagnostiche preventive”. Sottolinea la dottoressa: “Se un percorso di screening deve sì essere intrapreso laddove ci siano delle spie di rischio, è bene che venga associato ad un adeguato comportamento e stile di vita, specifico per il singolo in termini di: controllo alimentare e del peso, riduzione dell’abitudine al fumo, ma soprattutto attività fisica. Parliamo di una medicina di prevenzione personalizzata”.

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