Thursday, 29 Jul 2021

Tiroidite di Hashimoto non a rischio per Covid ma attenzione a diabete 1

Tiroide

Tiroidite di Hashimoto, una patologia che non espone ad una malattia grave da Covid-19. Ma possono esserci rischi se associata al diabete di tipo 1.

Con la pandemia da Covid-19 è ancora più importante mantenere in buona salute la tiroide rivolgendosi al proprio medico senza trascurare alcun campanello di allarme.

Com’è noto, questa ghiandola svolge importanti funzioni per il nostro organismo come la regolazione del metabolismo, il controllo del ritmo cardiaco, la forza muscolare e il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale e periferico. Per converso, la malattia da Covid-19 può alterare la funzione tiroidea creando ulteriori problemi diagnostici e terapeutici.

 

Fortunatamente, tranquillizza il prof. Francesco Giorgino, Presidente della SIE – Società Italiana di Endocrinologia: “la tiroidite di Hashimoto, molto frequente soprattutto nelle donne, pur essendo di natura autoimmune, non è una malattia sistemica e non richiede per il suo trattamento farmaci immunosoppressori; quindi, non espone chi ne è affetto ad un più alto rischio di sviluppare una malattia grave da Covid-19”.

 

Fanno però eccezione a questa regola, chiarisce il professore: “i casi in cui la tiroidite di Hashimoto si associa a delle malattie endocrine che più gravemente impegnano l’organismo e il cui trattamento è molto più complesso. Una di queste è il diabete mellito di tipo 1, cioè quello che solitamente colpisce i bambini, i ragazzi e i giovani adulti ed è insulino-dipendente”. Un’altra è la malattia di Addison, che compromette un asse endocrino critico per la sopravvivenza in caso di malattie gravi intercorrenti come quella da Covid-19.

Questi pazienti sono considerati veramente fragili e, giustamente, hanno una priorità per la vaccinazione utilizzando le formulazioni a RNA che assicurano una maggiore protezione. Lo stesso dicasi per l’associazione con altre malattie autoimmuni sistemiche come il lupus.

 

“Quindi, la buona notizia – conclude il professore – è che, salvo i casi associati a patologie autoimmuni più gravi o sistemiche, non sussiste alcun valido motivo per ritenere fragili nei confronti della malattia da Covid-19 i pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto”.

 

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