Thursday, 23 Sep 2021

Lipidi, colesterolo “buono” e “cattivo”. Indicazioni: LDL a 55 mg/dl

Lipidi

Lipidi, quanto sono importanti per i medici cardiovascolari e per la salute dei pazienti? Moltissimo.

I lipidi sono i “grassi”, (dal greco “lipos” = grasso), sostanze che si trovano soprattutto in alimenti di origine animale, ma sono abbondantemente presenti anche nel regno vegetale. Caratteristica fondamentale dei grassi è quella di essere insolubili in acqua e per questo si distinguono nettamente dalle proteine e dai carboidrati.

 

I lipidi svolgono funzioni molto importanti. Innanzitutto, sono un’importante riserva energetica per il corpo; la loro composizione li rende molto più energetici di carboidrati e proteine, infatti 1 grammo di grassi fornisce circa 9 chilocalorie (kcal). Hanno una funzione strutturale, sono componenti fondamentali delle membrane cellulari in tutti i tessuti; infine funzionale e regolatoria. Sono infatti indispensabili alla cellula per il suo normale funzionamento e sono precursori di molte sostanze che svolgono una funzione regolatoria in diversi apparati del corpo. (Fonte ISS – Istituto Superiore di Sanità).

Per una corretta alimentazione, il 20-35% delle calorie giornaliere dovrebbe provenire dai grassi. È dimostrato, infatti, che maggiori assunzioni di grassi saturi possono portare a un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, incrementando il rischio di malattia cardiovascolare.

 

“Con un prelievo del sangue ed un dosaggio del colesterolo LDL (quello ‘cattivo’) è possibile tenerlo sotto controllo ed abbassarlo” – spiega il dr. Bernardo Cortese, Direttore di Cardiologia presso la Clinica S. Carlo di Paderno Dugnano (Mi) e Direttore Scientifico della Fondazione Ricerca e Innovazione Cardiovascolare.

“Una dieta con pochi grassi è fondamentale per la prevenzione, ma spesso non è sufficiente, soprattutto per i pazienti che hanno avuto problemi cardiovascolari (infarto, angina ecc.). Il valore di colesterolo, secondo le Linee Guida ESC (Società Europea di Cardiologia) deve essere il più basso possibile, al di sotto dei 55 mg/dl. Per arrivare a questo traguardo i pazienti dovrebbero essere trattati con statine, un PCSK9 inibitore e la novità Inclisiran: un siRNA (small-interfering RNA) first-in-class che riduce in modo efficace e sostenuto il colesterolo a bassa densità. E soprattutto non fidatevi dei valori di riferimento indicati con l’asterisco (*) dei referti di laboratorio, spesso indicatori non aggiornati e superati”.

 

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