Tuesday, 25 Jan 2022

Vaccino anti-Covid in gravidanza o allattamento: nessun danno al bambino

Vaccino

Vaccino anti-Covid non crea danni ai neonati e non viene trasmesso dalla mamma al bambino. Lo confermano studi internazionali.

A distanza di un anno dalle prime somministrazioni di vaccino anti-Covid19 la scienza produce i primi dati di efficacia e sicurezza in gravidanza e allattamento.

Le evidenze fornite dagli Stati Uniti su oltre 100mila donne vaccinate confermano che il vaccino non aumenta il rischio di nascita prematura né di malformazioni nel feto né di partorire un neonato con basso peso.

Precisa il dr. Carlo Pietrasanta, Neonatologo presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano: “è noto che il vaccino, soprattutto la seconda dose, possa causare febbre nel 25-30% delle donne in gravidanza, e dato che la febbre nel primo trimestre può dare luogo (in pochissimi casi) a malformazioni congenite, il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione nel 2° e 3° trimestre. Per il primo trimestre si consiglia una valutazione personalizzata con il proprio ginecologo.

 Per quanto riguarda l’efficacia della vaccinazione in gravidanza, i dati provenienti da Israele confermano che l’incidenza di contagio delle donne in gravidanza scende dal 3% a meno dell’1% e che protegge molto bene da infezione grave e rischio di ospedalizzazione. Inoltre, la risposta immunitaria nella donna in gravidanza è equivalente alla donna non gravida e si è osservato che gli anticorpi possono essere trasmessi dalla mamma al neonato sia attraverso il cordone ombelicale (soprattutto con somministrazione vaccinale 8-10 settimane prima del parto) sia attraverso il latte materno .

Se la mamma non si è vaccinata durante la gravidanza, è possibile inoculare il vaccino durante l’allattamento. Le componenti del vaccino non vengono infatti rilevate nel latte materno, mentre vengono prodotti anticorpi che possono passare al bambino attraverso il latte.

Gli effetti collaterali nella mamma sono gli stessi delle altre persone: eventuale dolore al braccio, rossore e febbre. Come unico inconveniente – conclude Pietrasanta – si è rilevata una riduzione della produzione di latte nel 15% delle mamme, per circa 48-72 ore, per poi tornare ai livelli abituali”.

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