Tuesday, 27 Sep 2022

Psoriasi si aggrava in inverno. Come si può gestirla oggi?

Psoriasi

Psoriasi in inverno? Il freddo peggiora le condizioni dei malati a causa delle basse temperature e della secchezza dell’aria.

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che si manifesta con aree ispessite (placche eritematose) ricoperte da squame di colorito grigio-argenteo che, in alcuni casi, possono dare prurito (pruriginose).

In genere, le placche sono localizzate a livello dei gomiti, delle ginocchia, del cuoio capelluto, del viso, delle mani e dei piedi ma possono essere presenti anche in altre parti del corpo.

La psoriasi è causata, in soggetti geneticamente predisposti, dall’interazione fra il sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario) e i fattori ambientali. In risposta a fattori ambientali (traumi fisici cutanei) il sistema immunitario reagisce producendo alcune sostanze che facilitano la riparazione del danno cutaneo. In soggetti predisposti, queste sostanze stimolano i linfociti a produrre a loro volta fattori che inducono le cellule della pelle a riprodursi troppo velocemente e a formare così le placche eritemato-squamose.

Può insorgere a qualsiasi età, senza differenza tra uomini e donne, ma in genere compare per la prima volta tra i 15 ed i 35 anni. La sua diffusione nella popolazione italiana è stimata pari al 2,8%, vale a dire che circa 1.500.000 di italiani ne sono colpiti.

La psoriasi presenta un andamento ciclico, in cui dei periodi caratterizzati da disturbi (sintomi) lievi, o assenti, si alternano ad altri in cui i sintomi sono più intensi. La gravità della malattia varia da persona a persona: in alcune determina solo una leggera irritazione, in altre può ridurre in modo significativo la qualità di vita. (Fonte ISSalute)

“Oggi abbiamo un messaggio rassicurante per i pazienti con psoriasi” – conferma il prof. Paolo Gisondi, Professore associato di Dermatologia all’Università di Verona. “I trattamenti a disposizione sono efficaci e sicuri, anche in caso di malattia grave, estesa ed associata ad artropatia. Quindi sono validi e si inseriscono bene nelle persone che presentano altre comorbilità e assumono altri farmaci. Non c’è interazione con altre malattie e non vanno ad aggravare altri sistemi. Le ultime molecole a disposizione sono trattamenti iniettivi sottocute, con ‘penne’ molto semplici da usare, consentendo così una auto-somministrazione domiciliare”.

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